CSM, a Palazzo dei Marescialli il Vice Presidente ha incontrato le associazioni antiviolenza e antifemminicidio

Legnini: assicurare pieno coordinamento tra uffici giudiziari per garantire protezione alle vittime in ogni sede, con tempestività ed effettività

Le principali associazioni nazionali che si occupano di tutelare le vittime della violenza di genere e della rieducazione e del recupero degli autori di tali violenze sono state ricevute al Consiglio Superiore della Magistratura dal Vice Presidente Giovanni Legnini. Nel corso dell'incontro al quale hanno partecipato anche il Consigliere Paola Balducci e il Presidente della Commissione per l’organizzazione degli Uffici giudiziari, Claudio Galoppi, sono state affrontate e discusse le questioni legate alla prevenzione dei reati contro le donne, nonché l’efficacia dei procedimenti giudiziari che devono tutelare le vittime di abusi e violenze, il tema del femminicidio e dei delitti connessi alle questioni di genere.

Tra i principali problemi posti all’attenzione del CSM, le difficoltà che spesso le associazioni antiviolenza devono superare per costituirsi parte civile nel processo penale e nel sostenere e tutelare le ragioni delle vittime in tutte le sedi processuali, così come la scarsa capienza del fondo per il gratuito patrocinio e la troppo debole assistenza per i figli delle vittime del femminicidio. E’ stata inoltre rilevata la crescita e la pericolosità della violenza psicologica subita dalle donne; un elemento ancora sottovalutato, spesso sommerso e strisciante.

Il Vice Presidente Giovanni Legnini ha ricordato il lavoro di approfondimento svolto dal CSM sin dal 2010 con delibere finalizzate ad incentivare la creazione delle sezioni specializzate sulla violenza di genere. “Il CSM – ha spiegato il Vice Presidente Legnini  - e' impegnato a fornire indirizzi alla Scuola Superiore della Magistratura per un’ulteriore sviluppo della formazione mirata dei magistrati sia requirenti che giudicanti nella materia dei reati di  violenza di genere e di femminicidio; a sviluppare il principio contenuto sull'organizzazione degli Uffici giudiziari le migliori adottando e sviluppando le migliori prassi già sperimentate; a valutare  la possibilità di fornire al Legislatore proposte legislative  concernenti le norme sull’accesso al rito abbreviato, sulle misure interdittive speciali  e sulla loro effettiva applicazione, proprio per i reati di genere. Occorre coinvolgere nei processi di formazione anche la magistratura di sorveglianza ed assicurare il pieno coordinamento tra uffici giudiziari per garantire protezione alle vittime in ogni sede, con tempestività ed effettività”.

        

 

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